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Allergie e intolleranze: diagnosi, dieta e trattamento

Come distinguere e curare allergie e intolleranze alimentari

La società contemporanea è mossa da un’attenzione crescente verso uno stile di vita sano e una corretta alimentazione ma, purtroppo, l’eccessivo interesse promosso da figure non competenti, rischia di generare confusione tra la popolazione generale. Se a questo scenario critico andiamo ad aggiungere le ingenti somme di denaro che ruotano attorno al settore del benessere, comprendiamo facilmente il motivo della vendita spasmodica e irrazionale di test inefficaci per la valutazione dei disturbi alimentari, quali allergie e intolleranze alimentari.

Ma cosa sono esattamente questi disturbi? Come si differenziano tra loro? Quali sono i test attendibili per la loro diagnosi? In questo articolo analizzeremo i sintomi di allergie e intolleranze alimentari, le principali differenze tra queste due patologie e i metodi di diagnosi realmente attendibili.

Allergia alimentare: cos’è e come si manifesta

Allergie ed intolleranze alimentari sono due patologie diverse. L’allergia alimentare è una reazione avversa che il sistema immunitario sviluppa nei confronti di specifici antigeni, componenti presenti nella struttura chimica di alcuni alimenti. In Italia, tra le allergie alimentari prevalenti troviamo quella al latte, alle uova, alla soia, alla frutta a guscio e ai crostacei. Un allergene rilevante presente in tutta l’area geografica del Mediterraneo è rappresentato dalle proteine di trasporto lipidico, presenti in particolar modo nelle pesche.

La patologia allergica può presentarsi attraverso un ampio spettro di manifestazioni cliniche, da lievi sintomi aspecifici fino allo shock anafilattico, potenzialmente fatale. I segni e i sintomi compaiono da pochi minuti a poche ore dall’ingestione dell’alimento, e sono tanto più gravi quanto più precocemente insorgono. Tra le manifestazioni cliniche più frequenti:

  • orticaria
  • dermatite
  • gonfiore delle labbra
  • voce rauca
  • nausea
  • vomito
  • diarrea
  • crampi addominali
  • tosse
  • difficoltà respiratoria
  • capogiri
  • vertigini
  • svenimenti

Intolleranza alimentare: i sintomi di intolleranza alimentare

L’ intolleranza alimentare, sebbene spesso determini manifestazioni cliniche simili all’allergia, non è causata da una reazione avversa del sistema immunitario e varia in funzione della quantità ingerita dell’alimento non tollerato. I quadri clinici sono a carico dell’apparato gastrointestinale, tra i principali:

  • gonfiore addominale
  • diarrea
  • dispepsia
  • dolori addominali
  • vomito

La diagnosi di allergie e intolleranze alimentari segue un iter complesso che richiede una figura specialistica, allergologo o pediatra allergologo, con specifiche competenze nel settore. L’avvio di tale percorso è solitamente affidato al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta, che rivestono pertanto un ruolo di primaria importanza nel riconoscimento del paziente da indirizzare verso un percorso diagnostico approfondito.

Allergie e intolleranze: la diagnosi

Per la diagnosi di allergie e intolleranze si effettuano inizialmente degli esami specifici. I test diagnostici standardizzati, in vivo e in vitro, hanno lo scopo di isolare l’allergene alimentare responsabile e l’interpretazione dei referti richiede l’attenta valutazione clinica e anamnestica da parte dello specialista. Gli unici test validati sono:

  • il prick test
  • il prick by prick
  • il dosaggio delle IgE specifiche
  • il test di provocazione orale
  • i test molecolari

Solo dopo aver ricevuto una diagnosi certa è necessario eliminare dalla dieta gli alimenti responsabili della patologia allergica. È importante evidenziare che le diete di esclusione, se non adeguatamente gestite e monitorate da un professionista della salute, possono comportare un rischio nutrizionale non trascurabile.

Esistono solo due test scientificamente validati per la diagnosi delle intolleranze alimentari:

  • il breath test al lattosio
  • la ricerca degli anticorpi specifici per la celiachia

Allergie e intolleranze: i test inefficaci secondo il Ministero della Salute

Il 27 Novembre 2018 il Ministero della Salute, in collaborazione con le principali Società scientifiche (ADI, AAIITO, AIGO, AMD, ANDID, SIAAIC, SIAIP, SID, SINU, SINUPE e SIO), ha emanato la lista dei 13 test inefficaci ma attualmente disponibili in commercio, che sostengono un business valutato in circa 3 milioni di euro. Di seguito l’elenco completo dei test sotto accusa:

  • il test citotossico di Bryant;
  • il test di provocazione e neutralizzazione sublinguale e intradermico;
  • la kinesiologia applicata;
  • il test del riflesso cardio-auricolare;
  • il Pulse test;
  • il test elettrotermico o elettroagopuntura secondo Voll;
  • il Vega test;
  • il Sarmtest;
  • il Biostrenght test e varianti;
  • la biorisonanza;
  • l’analisi del capello;
  • il Natrix o Fit 184 Test;
  • il test per la misurazione del Baff (Fattore attivante i linfociti B) e del Paf (Fattore attivante le piastrine).

Allergie e intolleranze: cattiva informazione e sensi di colpa

Perché il mercato dei test per la diagnosi di allergie e intolleranze alimentari ha riscontrato un così grande successo tra la popolazione? Verosimilmente il motivo è da ricercare nella mancanza di una corretta informazione ma, soprattutto, nella possibilità di attribuire la responsabilità della cattiva forma fisica ad un fattore geneticamente determinato, che mette al riparo la coscienza dai sensi di colpa.

I professionisti della salute e i media dovrebbero promuovere delle campagne con lo scopo di informare la popolazione che allergie e intolleranze alimentari non sono responsabili di patologie causate piuttosto da uno stile di vita sedentario e da scelte alimentari inadeguate, quali:

  • sovrappeso;
  • obesità;
  • sindrome metabolica.

Dal Ministero della Salute arriva un NO deciso all’autodiagnosi e un altrettanto forte dissenso ai test effettuati in laboratorio in assenza di indicazione e prescrizione medica.

Generalmente i test non validati vengono proposti e venduti da figure non competenti, non abilitate e non autorizzate, che operano all’interno di farmacie, palestre e centri estetici, e che, attraverso la prescrizione non autorizzata di piani alimentari restrittivi monotoni, aumentano il rischio di malnutrizione sia per eccesso che per difetto.

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