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Bevanda alla Soia – un aiuto per la dislipidemia?

La soia è una pianta originaria dell’Estremo Oriente, coltivata da oltre 5000 anni in Cina, e arrivata in Occidente tra l’800 ed il 900. Appartiene alla famiglia delle Leguminose, è ricca di vitamine del gruppo B, di ferro e di potassio.

Bevanda alla soia: impieghi e diffusione

La soia viene impiegata in moltissimi ambiti:

  • alimentare,
  • industriale,
  • farmaceutico,
  • cosmetico.

La bevanda alla soia vanta una rapida diffusione tra gli scaffali dei supermercati e nelle tazze degli italiani. È stata anche presa in considerazione dalla ricerca scientifica col fine di studiarne le caratteristiche nutrizionali e le proprietà positive e negative che potrebbe esercitare sull’organismo umano.Tra le correlazioni maggiormente evidenziate dalla ricerca biomedica emerge quella tra la soia e la dislipidemia.

Le correlazioni con la dislipidemia

La dislipidemia può essere definita come un’alterazione dei valori dei lipidi nel sangue e può manifestarsi con:

  • elevati livelli di colesterolo LDL, cosiddetto colesterolo cattivo;
  • elevati livelli di trigliceridi;
  • bassi livelli di colesterolo HDL, meglio noto come colesterolo buono;
  • diverse combinazioni.

La dislipidemia rappresenta il principale fattore di rischio cardiovascolare: progressione dell’aterosclerosi, della malattia coronarica e dell’infarto del miocardio. La terapia farmacologica è stata a lungo utilizzata per controllare i livelli dei lipidi nel sangue, tuttavia le linea guida per il trattamento nell’adulto hanno evidenziato l’importanza primaria della modificazione dello stile di vita.

Negli ultimi decenni, grande attenzione è stata rivolta alle fonti alimentari che potrebbero favorire la riduzione dei lipidi ematici, da utilizzare come sostituti o coadiuvanti degli agenti farmacologici.

La bevanda alla soia è un alimento di origine naturale che ha una storia di utilizzo di oltre 2000 anni tra la popolazione cinese. È uno dei surrogati del latte vaccino più popolari, soprattutto per i soggetti con intolleranza al lattosio o con allergia alle proteine del latte vaccino.

Un rinnovato interesse

Così come avviene per gli altri prodotti a base di soia, negli ultimi anni, è stato dato un crescente interesse all’effetto ipolipemizzante della bevanda alla soia. Infatti, i derivati della soia comprendono una varietà di sostanze nutritive che hanno dimostrato di esercitare un ruolo potenziale nel metabolismo dei lipidi, comprese:

  • le proteine di alta qualità,
  • gli acidi grassi polinsaturi,
  • le saponine,
  • i fitosteroli,
  • le lecitine,
  • gli isoflavoni.

Da quanto emerge dagli studi presenti in letteratura sembra che l’assunzione di almeno 25 grammi al giorno di proteine della soia possano ridurre i livelli di colesterolo plasmatico, aumentando l’escrezione fecale degli acidi biliari. Similmente, gli isoflavoni sembrano interpretale un ruolo cardine nella riduzione dei lipidi nel sangue, diminuendo l’espressione dei geni coinvolti nel processo di lipogenesi.

Diversi modelli sperimentali hanno evidenziato gli effetti benefici del consumo di soia sulla riduzione dei trigliceridi, del colesterolo totale e del colesterolo LDL, nonché sull’aumento del colesterolo HDL. Tuttavia, le prove attuali che derivano dagli studi clinici randomizzati sono incoerenti.

Un fattore che potrebbe condizionare l’effetto ipo-colesterolemizzante della bevanda alla soia è la capacità della flora batterica intestinale umana di produrre Equolo, una sostanza derivata dalla Daidzeina, isoflavone contenuto nei derivati della soia. Questo metabolita ha dimostrato di possedere una maggiore attività estrogenica, nonché una maggiore biodisponibilità rispetto agli isoflavoni. Tuttavia, solo il 50% degli individui che consumano la bevanda alla soia ha la capacità di metabolizzare la Daidzeina a Equolo.

Si ipotizza, inoltre, che la bevanda sottoposta al processo di fermentazione possa manifestare un effetto maggiormente benefico sul rischio cardiovascolare rispetto alla variante non fermentata.

Una recente revisione sistematica della letteratura, pubblicata nel 2018, ha rivelato che le prove a sostegno dell’effetto positivo della soia sul profilo lipidico sono limitate per cui l’argomento rimane ancora controverso.

In attesa che la ricerca scientifica produca delle prove più solide sembra razionale trasmettere alla popolazione l’importanza di un’alimentazione quanto più varia possibile, che include il latte vaccino, le bevande di origine vegetale e, salvo eventuali allergie e intolleranze, non escluda alcun alimento.

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