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Ortoressia nervosa e ossessione del cibo sano

Ortoressia nervosa e cenni storici

Il neologismo «Ortoressia Nervosa» è stato ideato nel 1997 da Bratman, un medico statunitense che praticava la medicina alternativa, per descrivere un alterato comportamento alimentare che aveva riscontrato in diversi suoi pazienti.

Il termine ortoressia proviene dalle parole greche:

  • orthos = corretto
  • orexia = appetito 

Nel 2000, qualche anno dopo la stesura del primo articolo, Bratman ha pubblicato un libro dal titolo «Health Food Junkies» e 5 anni dopo ha ideato un sito web, tuttora in continuo aggiornamento, per diffondere la consapevolezza riguardo questa nuova entità nosologica.

Il significato di ortoresia nervosa

Letteralmente il termine ortoressia significa «corretto appetito», tuttavia, Ortoressia Nervosa è un’espressione formulata per designare un nuovo disturbo alimentare i cui sintomi principali sono legati ad un’ossessione patologica nei confronti del consumo di cibo ritenuto sano. Spesso, le regole alimentari che il paziente si autoimpone, intese a promuovere o preservare lo stato di buona salute, come ad esempio un maggior consumo di frutta e verdura, l’eliminazione degli alimenti raffinati e delle bevande alcoliche, provocano conseguenze dannose per la salute stessa, quali restrizioni dietetiche, malnutrizione e isolamento sociale.

Dopo che la patologia è stata menzionata per la prima volta, il termine Ortoressia Nervosa si diffuse prontamente tra la popolazione generale attraverso i social-media. La sua diffusione ha significato che molte persone hanno riconosciuto alcuni tratti caratteristici in sé stessi o tra parenti e amici. 

Effetti dell’ortoresia nervosa

I soggetti affetti da Ortoressia Nervosa si mostrano eccessivamente rigorosi nel seguire una dieta autoimposta e restrittiva. Il cibo diviene un pensiero pervasivo; il momento del pasto e le conseguenze di ciò che mangiano occupano gran parte della giornata del paziente ortoressico e il comportamento alimentare alterato può acquisire caratteristiche pseudo-spirituali. Frequentemente, le trasgressioni alimentari sono seguite da atti di penitenza e, in genere, vengono evitati tutti i contesti sociali contraddistinti dal consumo di cibo.

Per un paziente affetto da Ortoressia Nervosa lo scopo finale non è la restrizione calorica, come avviene nel caso dell’Anoressia Nervosa; l’obiettivo da raggiungere è la «purezza della dieta». Tuttavia, le scelte alimentari possono essere talmente limitate, sia dal punto di vista della quantità che della varietà, da determinare anche perdita di peso e malnutrizione.

Tra il 1975 e il 2016, i tassi di obesità sono quasi triplicati. Attualmente circa 650 milioni di adulti in tutto il mondo vengono classificati come obesi (Indice di Massa Corporea superiore a 30 kg/m2). Come risposta alla pandemia di obesità, la società ha aumentato l’enfasi sulla promozione di un corretto stile di vita e una dieta sana. Se da un lato questo focus sembra necessario per contrastare l’epidemia di obesità, d’altro canto è probabile che abbia contribuito allo sviluppo di questo nuovo fenomeno.

Disturbi negli sportivi

Lo sport e l’attività fisica regolare sono indispensabili per il benessere fisico e psicologico e per lo sviluppo sociale dell’individuo. Gli atleti incarnano l’ideale di salute e perfezione fisica e una discreta percentuale della popolazione europea (circa il 40%) ha dichiarato di essere regolarmente coinvolta nello sport e nell’attività fisica.

Considerando che l’alimentazione gioca un ruolo cruciale per la prestazione sportiva e per il recupero muscolare, permettendo di raggiungere un peso ideale, modellando il corpo e prevenendo le patologie fisiche, gli atleti tendono ad esercitare un grande controllo sulla loro dieta senza tuttavia consultare un nutrizionista sportivo.

Per tale ragione gli atleti potrebbero essere ad alto rischio per abitudini alimentari scorrette e disturbi alimentari. In questa popolazione, i fattori direttamente o indirettamente correlati ai disturbi alimentari sono legati a:

  • competizioni sportive ad alti livelli, 
  • sport che prevedono la presenza di una giuria, privilegiano un corpo magro o premiano l’ipertrofia muscolare
  • insoddisfazione verso il proprio aspetto estetico. 

Inoltre, gli atleti di sesso femminile risultano più a rischio di sviluppare un disturbo alimentare rispetto alla controparte maschile.

Vigoressia: dismorfia muscolare

La Dismorfia Muscolare, meglio nota come Vigoressia, è stata descritta per la prima volta nel 1993 da Papa e collaboratori. La patologia si mostra come un disturbo ossessivo-compulsivo, caratterizzato da:

  • ossessione per l’aspetto fisico, 
  • paura di non essere sufficientemente muscolosi,
  • esercizio fisico eccessivo e compulsivo. 

I soggetti con Dismorfia Muscolare manifestano alterazioni delle abitudini alimentari, quali: 

  • diete rigide, 
  • utilizzo ingiustificato di integratori alimentari, 
  • abuso di sostanze anabolizzanti, 
  • sofferenza nei domini sociali e fisici, 
  • compromissione del funzionamento sociale e lavorativo. 

La Dismorfia Muscolare viene più frequentemente diagnosticata in giovani adulti di sesso maschile e i bodybuilder rappresentano un gruppo ad alto rischio. La prevalenza nella popolazione generale è ancora sconosciuta poiché sono disponibili solo pochi studi di piccole dimensioni.

Disturbi alimentari e immagine corporea

L’immagine corporea è un concetto multiforme, una concettualizzazione globale di percezioni, atteggiamenti e comportamenti. Si tratta di un costrutto definito da fattori sociali e culturali, influenza sia l’elaborazione delle informazioni che il comportamento, tuttavia è modificabile. Il concetto di immagine corporea racchiude anche l’aspetto relativo alle condizioni fisiche, alla salute e alla malattia. La preoccupazione per l’immagine corporea e l’interiorizzazione dell’ideale di magrezza sono fattori dominanti nei disordini alimentari.

Le componenti dell’immagine corporea sono rappresentate da:

  • percezioni: dimensioni e forma delle varie parti del corpo; 
  • cognizioni: pensieri, credenze e auto-affermazione riguardanti il corpo;
  • emozioni: esperienze di soddisfazione o insoddisfazione associate all’apparenza. 

Ortoressia nervosa: sintomi e immagine corporea

L’Ortoressia Nervosa non si presenta attraverso i sintomi più caratteristici dei disturbi alimentari come la paura di ingrassare o sopravvalutare le dimensioni del proprio corpo. La letteratura scientifica attualmente disponibile suggerisce che i soggetti ortoressici non sono interessati alla perdita di peso, tuttavia la presenza di insoddisfazione riguardo il proprio corpo non è universalmente accettata.

Alcuni studi non hanno trovato una chiara e significativa associazione tra ortoressia e atteggiamenti negativi riguardo l’immagine corporea, mentre in altri studi, la preoccupazione per l’immagine estetica era presente. Le ultime ricerche hanno dimostrato che l’Ortoressia Nervosa coinvolge entrambe le associazioni correlate sia ai comportamenti legati ai disturbi alimentari, sia alle preoccupazioni cognitive sulla forma e il peso corporeo. 

Ortoressia nervosa: alcuni studi

In un articolo pubblicato da Brytek-Matera e collaboratori, gli autori hanno evidenziato che nelle studentesse affette da Ortoressia Nervosa i predittori indipendenti di maggiore fissazione sul consumo di cibo sano erano:

  • la soddisfazione riguardo le zone inferiori del corpo, 
  • un alto orientamento verso il fitness,
  • un’elevata preoccupazione per il sovrappeso. 

Questi dati sono coerenti con un altro studio in cui è stato riscontrato che gli individui che praticano attività sportiva e mostrano tendenze ortoressiche presentano:

  • l’interiorizzazione di un ideale di magrezza, 
  • ansia per l’aspetto fisico, 
  • insoddisfazione riguardo l’immagine corporea,
  • disordini alimentari.  

Anche se l’insoddisfazione riguardo l’immagine corporea non è richiesta per la diagnosi di Ortoressia Nervosa, il dibattito resta ancora aperto ed è stato proposto di inserire questa particolare preoccupazione tra i possibili criteri diagnostici o, almeno, tra i fattori di rischio.

Pressioni sociali sull’ortoressia nervosa

L‘Ortoressia Nervosa, così come gli altri disturbi alimentari, sembra essere collegata alle pressioni sociali. Mentre i disturbi alimentari sono influenzati dallo standard di magrezza come ideale di bellezza, l’Ortoressia Nervosa è influenzata dal requisito per una vita sana. Mantenere una dieta sana e avere il controllo sui propri desideri sembra essere più soddisfacente e importante delle possibili preoccupazioni sull’immagine corporea. 

L’autostima associata all’insoddisfazione corporea, nei soggetti ortoressici è inferiore rispetto agli individui che soffrono di Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa. La letteratura non riporta risultati univoci di correlazione tra Ortoressia Nervosa e autostima. La ricerca passata ha mostrato che l’autostima sembra essere più elevata nei soggetti ortoressici rispetto ai soggetti sani e l’aderenza alle restrizioni dietetiche può essere correlata all’autostima nei soggetti con tendenze ortoressiche. Tuttavia, un altro studio dimostra una correlazione tra Ortoressia Nervosa e livelli di autostima inferiori. Gli ultimi studi non hanno confermato il collegamento tra Ortoressia Nervosa e autostima.

Gli ideali culturali di bellezza influenzano fortemente i comportamenti di coloro che maggiormente desiderano essere socialmente accettati. Gli adolescenti di oggi sono bombardati da immagini di magrezza estrema che rappresenta, nella cultura occidentale:

  • bellezza, 
  • felicità, 
  • ricchezza, 
  • popolarità. 

I social media contribuiscono in modo significativo alla promozione di questi ideali e possono influenzare il benessere psicologico e i comportamenti amplificando i messaggi, suggerendo controversi e pericolosi atteggiamenti volti a raggiungere gli obiettivi e promuovendo il confronto sociale negativo, in particolare con le celebrità dei media. 

Se ti interessa l’argomento segui il mio intervento sull’argomento alle giornate di Carlo Cannella:

Intervento Giornate Carlo Cannella

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